Il Coaching

Esistono, probabilmente, tante definizioni quanti sono i coach.
Io comunico il coaching iniziando col dire che è un SERVIZIO ALL'IMMAGINAZIONE DELLA PERSONA.

SERVIZIO : si va oltre il concetto di “transazione economica”, per parlare del “buon servizio”. Cosa intendo?
Prendendo in prestito le parole di James Hillman, ritengo che “un buon servizio, […], <<fa quel passo in più>>, <<esce dal suo normale percorso>>, rivela variazioni immaginative, trova il modo giusto per soddisfare. Si rivolge all'immaginazione e rallegra l'immaginazione ma anche i sensi” 1.
Queste parole richiamano l'idea della qualità. Ancora Hillman: “Un servizio di qualità, […], suscita elogi di un altro ordine quando viene apprezzato: superbo, garbato, bello, divino, straordinario, meraviglioso. In quanto gesto estetico, un buon servizio offre, a chi lo compie e a chi lo riceve, il piacere della bellezza dell'esecuzione, dando così intensità alla vita e aggiungendo valore a un evento che altrimenti sarebbe stato soltanto una transazione” 2.
Per un servizio di tale tipo occorrono “coscienza di precisione” e “sensibilità estetica”. La “coscienza di precisione” può essere vista come una “devota attenzione ai particolari percepiti con i sensi”. Si parla poi di “sensibilità estetica” perché “un'idea estetica del servizio […] richiede una sensibilità per la natura di ciò che è, e vuole una percezione attenta e reazioni sensibili” 3.
In conclusione, Hillman definirebbe il servizio con due principi: l'inoffensività e il miglioramento.
Inoffensività, perché “il miglior servizio produce il minimo di danno e incrementa il valore o la bellezza” 4. Miglioramento, perché “Forse il miglioramento non è soltanto un desiderio umano. Forse il movimento progressivo verso la perfezione, verso la realizzazione dell'ideale è insito nella natura stessa delle cose, e il servizio lo riconosce facendo quanto in suo potere per appoggiare questo desiderio di miglioramento, ottenendo da ciascuna cosa la prestazione migliore. È questo impulso spirituale la vera natura del servizio” 5.
È necessario aggiungere altro 6?

IMMAGINAZIONE : occorre fantasia. L'immaginazione è una cosa seria. “Finché dura l'attività immaginativa, è come se fossimo fuori di noi, in un altro territorio. A volte si tratta solo di uno stato di fantasticheria, lo sguardo nel vuoto, un'assenza: altre volte invece si dispiega nei particolari di un progetto futuro; altre ancora è un terrore allucinatorio che ci assale la notte; oppure può essere una visione estatica, come quelle dei santi. Anche l'intensità può variare, ma quanto più profondamente vi si è immersi, tanto più reali sono la fantasia, le sue scene, le sue voci, i suoi personaggi, i suoi sentimenti, le sue intuizioni. La sua realtà ci possiede al punto che <<fantasia>>, <<immaginazione>>, <<visione>>, non sono le parole giuste: sembra tutto troppo vero e troppo importante. […] L'attività immaginativa esige attenzione assoluta. Quando si trova nel territorio dell'immaginazione, la mente non può tollerare interruzioni, né più né meno che quando stiamo cercando di individuare il guasto nell'impianto elettrico, o vogliamo evitare che la maionese impazzisca o stiamo preparando gli appunti per la riunione di domani” 7. E' necessario riprendere ad immaginare, per esorcizzare lo spettro del pericolo dal quale sembra metterci in guardia Hillman: “Sostiene il vecchio cliché: le nuove guerre vengono combattute con le armi dell'ultima guerra e dai generali dell'ultima guerra. Le idee del passato, che funzionavano un tempo, continuano a determinare il modo di affrontare i problemi nuovi” 8.
E l'affiancamento all'immaginazione può essere uno dei contributi del coaching. Non male…

PERSONA : il coach considera la persona nella sua totalità, ne vede – allo stesso tempo – gli aspetti particolari e di sintesi. L'attenzione è sempre rivolta a sostenere il flusso di relazione creato tra partner e coach, in modo tale da generare abbondanza di opportunità e scelte. Ovviamente, con il termine “persona” intendo qualcosa di più esteso. Ma la descrizione ve la riservo nello spazio dell'Archivio news…

In estrema sintesi, ritengo sposi il comune buon senso sostenere che la relazione tra coach e partner è un rapporto che ha come presupposto fondamentale la FIDUCIA RECIPROCA. Ad essa si accompagna l'ulteriore garanzia della RISERVATEZZA rispetto a quanto emerge durante le sessioni.

Note:

  1. Hillman, J., Il potere. Come usarlo con intelligenza , BUR Saggi, ed. settembre 2004, pag. 92.
  2. Hillman, J., op. cit ., pag. 93.
  3. Hillman, J., op. cit ., pagg. 94 e 102.
  4. Hillman, J., op. cit ., pag. 104.
  5. Hillman, J., op. cit ., pag. 95.
  6. Questo per dare un primo assaggio riguardo all'idea di servizio. Se quanto scritto ha stimolato la vostra curiosità, potete leggere l'intero capitolo ad essa dedicato in “Il potere”, op. cit .
  7. Hillman, J., Il codice dell'anima , Biblioteca Adelphi, maggio 2004.
  8. Hillman, J., Il potere , op. cit., pag. 90.